Palermo terra di Santi

Papa Francesco nell’esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, al numero 4 scrive a tutti noi queste parole: «I santi che già sono giunti alla presenza di Dio mantengono con noi legami d’amore e di comunione». Ogni terra ha piante e alberi, e di conseguenza frutti che si distinguono da altri, e tutto questo dipende proprio dalla differenza del clima in cui si trovano e dalla tipologia di terreno in cui sono piantati. Il popolo che vi abita può beneficiare di ciò che quella vegetazione gli dona.
Mi piace pensare che in maniera analoga avviene con i frutti della grazia di Dio, elargiti anche per intercessione dei suoi santi. Anch’essi hanno vissuto in un determinato territorio e in periodi storici ben precisi, con situazioni sociali diverse da luogo a luogo. La santa Chiesa di Dio continua nel tempo, anche dopo la loro nascita in cielo, a cibarsi dei frutti dello Spirito Santo attraverso l’intercessione dei santi, presso l’unico mediatore tra il cielo e la terra: Gesù Cristo. Le vie della santità sono molteplici e adatte alla vocazione di ogni uomo, ma è altrettanto vero che la fede si trasmette attraverso la testimonianza dei battezzati in Cristo. Ci sono esempi di fede vissuta che ci attirano magari per una certa affinità con la spiritualità di un determinato santo, ma ce ne sono altri che in un certo senso “non scegliamo”, e che ugualmente, con i loro frutti, nutrono la nostra esistenza, per il semplice fatto che siamo nati e vissuti in una determinata città.
Quanti esempi di santità abbiamo avuto nel capoluogo palermitano! San Mamiliano vescovo di Palermo che, durante l’assedio della città a opera dei Vandali, venne esiliato dal re Genserico in Africa intorno al 440. Santa Ninfa, figlia del procuratore romano di Palermo, Aureliano, convertita al cristianesimo dalla testimonianza di Mamiliano e divenuta sua fedelissima seguace; santa Rosalia che visse a Palermo tra il 1130 e il 1170, che salvò Palermo dalla peste nel 1625; San Benedetto il Moro nato nel 1524 che fin da piccolo mostrava una predisposizione alla penitenza e alla contemplazione, intercessore di numerosi miracoli; Il beato Giacomo Cusmano, nato nel 1834 a Palermo che fondò l’opera del “Boccone del Povero”; Il beato don Pino Puglisi, martire della chiesa Palermitana che evangelizzò fino all’effusione del sangue, svolgendo il suo ministero presbiterale con coraggio e determinazione senza scendere mai a compromessi.
Monsignor Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, nell’omelia della messa pontificale in onore di santa Rosalia del 15 luglio 2018, ci diceva che il desiderio di Dio è inscritto in ogni uomo, e che ogni altra persona è l’icona visibile del Dio invisibile.
Ogni terra, pertanto, con i suoi santi, ci ricorda queste parole: «Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo» (Lv 19,2).