L’Arcivescovo alla Missione Speranza e Carità per la pièce sull’accoglienza

Anche l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice e Domenico Giani, capo della gendarmeria vaticana, hanno assistito alla pièce rappresentata nella Missione Speranza e Carità sul tema: “Siamo sulla stessa barca”. L’iniziativa, alla quale ha partecipato anche Biagio Conte, fondatore della Missione, è stata organizzata in vista della visita di Papa Francesco a Palermo del prossimo 15 settembre.

“La sua presenza qui sarà uno di quei segni che resterà indelebile nella coscienza dei palermitani – ha detto Lorefice -. Quel giorno riversato su Palermo ci sarà il mondo intero e i segni parlano molto, più delle parole”. Commentando poi gli ultimi approdi sulle coste siciliane Lorefice ha aggiunto: “Non si può mai e poi mai lasciare galleggiare gente sul mare. Ben venga che ci sia un’Europa che si assume le proprie responsabilità, ma non dobbiamo dimenticare che su quella nave ci sono volti precisi”.

Nell’aula liturgica della “Casa di Preghiera per tutti i Popoli”, all’interno della Missione, è stata allestita una grande barca di cartone con dentro tanti bambini provenienti da diverse parti del mondo che al colore della pelle proprio non badano proprio. La barca di cartone ha fatto il giro della chiesa trasportata dai bambini per poi arrivare vicino l’altare dove Biagio Conte l’ha accolta. “Dobbiamo comprendere che siamo tutti nella stessa barca anche noi italiani ed europei. Siamo tutti bisognosi di aiuto, stranieri in terra straniera”. Dal missionario laico anche l’invito a “Fare nostra la frase di Papa Francesco: Non muri ma ponti’. Non chiudiamo il cuore a chi ci porge la mano e ci chiede aiuto. Ricordiamoci che siamo tutti stranieri in terra straniera”. All’interno della struttura di accoglienza campeggiava uno striscione con la scritta: “Insieme per costruire un mondo migliore”.

In calendario sono previsti altri tre appuntamenti prima della visita del Santo Padre che proprio alla Missione consumerà il pranzo insieme ad una rappresentanza di migranti, di carcerati e di ospiti della “Casa dei giovani”.