Con il Papa vorrei fare quattro chiacchiere

Le attese dei giovani di Palermo in vista dell'incontro del 15 settembre

C’è chi non vede l’ora di vederlo e chi aspetta di ascoltare ciò che dirà; c’è chi osserverà i suoi gesti e chi spera in un fuori programma, magari in un abbraccio e in un selfie; e c’è chi sta preparando l’incontro di metà settembre con la propria parrocchia o con il proprio gruppo, come nel caso di Martina: “Noi scout saremo coinvolti in attività di servizio e, in ogni caso, saremo presenti durante l’incontro pomeridiano in piazza Castelnuovo, sarà un’occasione unica per ascoltare la sua voce”.

E’ difficile cogliere indifferenza tra i giovani di Palermo, la visita e l’incontro con Papa Francesco accendono curiosità ma anche attese: “Ci aspettiamo un nuovo intervento sui temi dell’accoglienza e del rispetto della dignità di ogni uomo – dice Federico, studente universitario – così come recentemente ha fatto l’Arcivescovo Corrado Lorefice nel giorno dedicato a Santa Rosalia”; “Vorrei che lasciasse semi di speranza proprio a noi giovani costretti, molto spesso, a lasciare questa terra che non offre grandi prospettive di lavoro – fa eco Giovanni, fresco di diploma e in cerca di occupazione – insomma vorrei che spronasse chi ci amministra per creare migliori condizioni soprattutto per noi ragazzi”.

Fanno riferimento a cose concrete i ragazzi di Palermo in attesa di Papa Francesco, sanno che questo Papa parlerà soprattutto a loro e parlerà di loro, dei loro desideri e delle loro richieste; sanno anche che il Papa si rivolgerà a loro per spronarli ad essere testimoni autentici di impegno: “La mafia c’è e c’è anche la cultura della mafiosità, a Brancaccio come allo Zen, senza tralasciare i quartieri del centro storico – spiega Annamaria, impegnata in un’associazione di volontariato – e questo Papa verrà a Palermo proprio nel giorno del martirio di don Puglisi per ricordare a chi è giovane che bisogna dare un senso a quella morte, a quel sacrificio, a quell’eredità spirituale. A Brancaccio ci sono tante iniziative ma anche negli altri quartieri periferici, coinvolgendo proprio i più piccoli, si costruiscono percorsi di legalità”.

A Palermo arriveranno migliaia di giovani anche dalle Diocesi vicine: è il caso di Rosario, 30 anni, neolaureato di Tusa (Diocesi di Patti, nel Messinese), che si aspetta parole chiare sull’essere testimoni del Vangelo: “Papa Francesco lo ripete spesso, specialmente quando incontra i giovani, certamente a Palermo ci chiederà un rinnovato impegno nel portare la Parola lì dove c’è bisogno e ci chiederà soprattutto di essere testimoni credibili”.

Ma l’attesa del 15 settembre è un mosaico fatto da tante piccole tessere, spesso inattese: i ragazzi palermitani e originari dello Sri Lanka che giocano a pallone sul prato del Foro Italico vorrebbero firmare con un pennarello quel pallone e regalarlo al Papa al termine della messa che sarà celebrata proprio in quel punto; spiego ad alcuni ragazzi che ascoltano musica dalle cuffie sotto le palme di piazza Castelnuovo che il Papa incontrerà i giovani proprio a pochi metri di distanza e mi dicono che lo inviteranno a cantare e a ballare; un ragazzo e una ragazza, mano nella mano, sperano in un selfie: “Conserveremmo la foto per sempre, questo Papa è fortissimo, è uno di noi, ci ascolta, sa cosa dire”. E ad un Papa che “sa cosa dire” cosa potrebbe chiedere un bambino di otto anni come Matteo, un cono gelato in una mano? “Io me lo porterei a casa per farci quattro chiacchiere”.